Il Dojo del Trader è il percorso in cui mi vedi operare dal vivo, ti alleni da solo con qualcosa che ti osserva a qualsiasi ora, e nelle coaching mi porti le tue domande.
Gratuita. Arriva via email appena lasci il contatto.
In qualsiasi mestiere funziona allo stesso modo: all'inizio sbagli, poi impari, ripeti e diventi bravo. Il falegname, il medico, l'idraulico fanno la cosa giusta e ottengono il risultato giusto, ed è così che nasce la sicurezza.
Poi arrivi nel trading con la stessa regola in testa e succede il contrario. Rispetti il piano e perdi, e più cerchi di controllare, peggio va. Stai usando le regole giuste nel posto sbagliato, e la capacità c'entra poco.
Il trading somiglia molto più a un casinò. Alla roulette il giocatore vince ogni tanto, il banco vince sempre, e il banco non indovina niente: ha un piccolo vantaggio e ripete lo stesso gesto, ancora e ancora. Perde tante giocate, ma non perde la serata.
Il vantaggio esiste solo sulla ripetizione, mai sulla singola operazione.
Ripetere lo stesso gesto per mille volte, anche quando il mercato ti va contro, è proprio la cosa che da soli quasi nessuno riesce a fare.
Ogni operazione, sempre, è fatta di tre passaggi: leggere il grafico, entrare, restare. Tutto quello che ti è successo nel trading dipende da uno di questi tre.
Riconoscere il punto sul grafico.
Aprire l'operazione e mettere lo stop.
Lasciarla lavorare senza toccare lo stop.
Le regole per leggere ed entrare sono semplici da spiegare, ma semplice non vuol dire chiaro. Chi comincia guarda lo stesso grafico che guardo io e vede delle candele: non sa se quello è il punto giusto, né se lo stop va lì o due candele più in là. Così si ferma, oppure entra a caso.
Poi c'è il terzo passaggio. L'operazione è aperta, il mercato va contro, poi torna, poi va contro di nuovo, e tu sei lì con il mouse in mano. Dov'è lo stop lo sai benissimo. I soldi si perdono perché lo allontani, per non accettare quella perdita proprio in quel momento: finché non l'hai chiusa, ti racconti che non è ancora una perdita.
Allontanare lo stop è l'errore più comune, ma non è l'unico. C'è chi lo stop non lo tocca mai e chiude sempre troppo presto, e chi dopo due perdite raddoppia per recuperare. Ognuno ha il suo, e lo ripete senza accorgersene.
Se perdessi sempre smetteresti subito. Il guaio è che vinci abbastanza da sentirti bravo, ed è lì che cominci a improvvisare.
Quando non riconosci il punto, nessuno era lì a dirti: questo sì, quello no. Quando allontani lo stop, nessuno era lì a dirti: fermo. Hai studiato, hai guardato video, hai cambiato strategie, ma nessuno ti ha mai guardato mentre operavi.
Fino a oggi hai avuto strumenti che guardano il mercato. Ti è mancato qualcuno, o qualcosa, che guardasse te.
In un dojo vero si impara così: il maestro ti mostra il gesto, tu lo ripeti, e qualcuno ti corregge finché quel gesto diventa tuo. Il Dojo del Trader funziona nello stesso modo.
Nelle dirette opero sul mio conto. Non ti spiego cosa farei: lo faccio, davanti a te. Vedi dove guardo e perché quel punto sì e quello di due minuti prima no, e mi vedi non fare niente quando l'operazione va contro. Se non puoi esserci, resta tutto registrato.
Un formatore non può sedersi accanto a mille persone mentre ciascuna opera all'orario in cui può farlo. Una macchina sì. Quando apri la piattaforma, alle sette di mattina o alle undici di sera, è già accesa: guarda come operi tu, non il mercato, e trova il tuo errore, quello che ripeti senza accorgertene.
Nelle coaching ci troviamo insieme. Porti i tuoi dubbi, quello che hai visto nelle tue operazioni e quello che non ti torna, e ti rispondo io.
Hai già provato i corsi, e magari anche le trading room. Servono, e non c'è niente di sbagliato. Ma guarda cosa ti danno e cosa no.
| Corso registrato | Trading room | Il Dojo del Trader | |
|---|---|---|---|
| Ti fa vedere come si fa | ✓ | ✓ | ✓ |
| Ti guarda quando operi da solo | ✕ | ✕ | ✓ |
| Risponde alle tue domande | ✕ | a volte | ✓ |
Nella trading room vedi come si fa, ma le decisioni le prende chi opera, e il giorno dopo davanti al tuo grafico sei di nuovo solo. Con il Dojo impari a farlo tu.
Come nelle arti marziali, si parte dalla cintura bianca e si sale un gradino alla volta. La cintura arriva quando i numeri dicono che quel comportamento è diventato tuo, e guardare una lezione non basta. Così non puoi barare né saltare avanti, e ti viene tolta di mano la decisione più difficile: capire se sei pronto davvero.
Conta come operi, il risultato viene dopo. Un'operazione fatta bene che finisce in perdita non è un fallimento, e una settimana storta non ti manda indietro: ti dice cosa correggere. Per questo si parte in demo, e i soldi veri arrivano quando il comportamento c'è.
Le cinture non hanno scadenze e non c'è una classe che va avanti senza di te. Se una settimana ti alleni tre volte e quella dopo una sola, arrivi più tardi e basta.
Nel Dojo non si perde il treno. Il treno sei tu.
Per costruire una cosa così bisogna operare sui mercati, e bisogna saper progettare e costruire per lavoro. Un formatore di solito non si mette a progettare una macchina, e chi progetta non fa il trader. Io faccio tutte e due le cose.
Dal 2000 il mio lavoro è prendere un'idea che esiste solo nella testa di qualcuno e portarla nella realtà, finché diventa una cosa che esiste e funziona: oggetti veri, destinati agli impianti, che il cliente accende. Dal 2010 faccio trading e dal 2018 lo insegno, quasi solo con il passaparola.
Il Dojo l'ho costruito nello stesso modo. Una strategia, sulla carta, è un'idea, e il Dojo è il posto dove diventa un comportamento.
Prima dimostri di saper fare. Poi, se vuoi, insegni.
Perché da soli il gesto non si impara, cosa cambia quando qualcuno ti guarda mentre operi e come funziona un percorso a cinture. Scritta per chi ci ha già provato da solo.
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